La maggior parte delle persone LGBTQ è esposta a cyberbullismo. Ecco come rimanere sicuri online

Noi di vpnMentor abbiamo condotto un sondaggio in cui abbiamo chiesto a 695 persone LGBTQ+ in tutto il mondo le loro esperienze online in relazione al loro orientamento sessuale e all’identità di genere. I risultati, citati in questo articolo hanno messo in luce le sfide uniche affrontate dalla comunità LGBTQ+.
Ecco alcuni dei risultati chiave:+

  • Il 73% di tutti gli intervistati in tutte le categorie di identità di genere e orientamento sessuale sono stati personalmente attaccati o molestati online.
  • Il 50% di tutti gli intervistati in tutte le categorie di identità di genere e orientamento sessuale ha subito molestie sessuali online.
  • Quando si parla di orientamento sessuale, le persone asessuate si sentono meno sicure online e gli omosessuali sono i più sicuri.
  • Quando si parla di identità di genere, le donne transgender si sentono meno sicure online e gli uomini cisgender sono i più sicuri.
  • Le donne transgender sono quelle che hanno più probabilità di essere individuate online contro la loro volontà, mentre minori sono le probabilità per gli uomini cisgender.

+Per dei risultati completi, consultare l’appendice.

Come esperti nel campo della sicurezza informatica, è nostra missione fornire strategie pratiche per affrontare le difficoltà, il fanatismo e gli abusi sul web, per questo motivo abbiamo creato questa guida.
Se fai parte della comunità LGBTQ+ o ne sei simpatizzante, ci auguriamo che questa guida ti sia d’aiuto.

Trovare le community online

Navigare in una società eterosessuale e cisgender può essere difficile per i membri della comunità LGBTQ+. Emarginate dalla loro famiglia, condannate dalla loro comunità e isolate dai loro amici, molte persone LGBTQ+ si rivolgono a Internet per cercare solidarietà.

Con il semplice clic di un pulsante, possono sfuggire al loro ambiente fisico e immediatamente essere trasportati in un luogo pieno di persone che la pensano come loro e che le accettano. Lì, possono chiedere indicazioni su come uscire, porre domande su argomenti specifici e comprendere meglio la loro sessualità e la loro identità di genere.

In poche parole, le opportunità di Internet offrono un senso di comunità alle persone LGBTQ+, indipendentemente dalla loro vicinanza fisica.

“Internet e i social media sono essenziali per connettere le persone alle informazioni e alle persone della comunità LGBT+”, afferma Mara, * che è bisessuale/pansessuale.** “[Offrono] spazi per trovare accoglienza, comunione e supporto. È estremamente importante mantenere queste connessioni attive.”

Poiché il tasso di suicidi per i giovani LGBTQ+ è sostanzialmente più alto di quello dei loro coetanei eterosessuali e cisgender, Internet può letteralmente diventare un salvavita.

“Ci sono così tanti straordinari gruppi di supporto che forniscono un grande aiuto, mi hanno davvero salvato la vita e hanno reso la ricerca della mia identità molto più semplice“, racconta Mariela, una lesbica.

“[Internet è] sicuramente un grande strumento di condivisione delle informazioni per la nostra comunità a volte poco unita, specialmente nelle zone rurali”, dice Blair, che è genderqueer/non-binario.*** “Una gran parte della mia identità trans è stata messa in luce attraverso il linguaggio a cui ho avuto accesso online e guardando le altre storie online”.

Il lato oscuro del web

Tuttavia, Internet può anche essere un luogo intimidatorio e pericoloso. Basta leggere i commenti su qualsiasi post sui social media virali e vedrai una miriade di insulti e aggressioni insensate.

Considerando il fatto che una grande parte di questi commenti odiosi include insulti omofobi e talvolta persino bifobi, Internet sta minacciando in modo particolare la comunità LGBTQ+.

“Ho l’impressione che ci sia molta intolleranza all’interno della comunità LGBTQ”, ha spiegato Gill, lesbica di genere. “Onestamente, sono stata attaccata più all’interno della comunità che al di fuori di essa.”

Data questa brutta realtà, crediamo che sia essenziale che tutte le persone LGBTQ+ sappiano come difendersi e proteggersi online. Pertanto, abbiamo creato questa guida per ridurre al minimo la tua esposizione personale al bullismo online e alle molestie.

Per noi è importante notare che alcuni dei consigli presenti qui sono rivolti a persone che non si sentono abbastanza sicure per uscire allo scoperto, o che preferiscono non rivelare certi aspetti della loro identità se si sentono minacciati. Non è affatto un incoraggiamento a chiudersi.

Vogliamo anche riconoscere le difficoltà di farlo in sicurezza. Secondo il nostro sondaggio, mentre gli omosessuali dichiarati hanno risposto che si sentivano più sicuri online, alcuni credono di essere troppo cauti riguardo alla loro attività su Internet.

“Non ho sperimentato nulla di negativo online”, spiega Harris, che è genderqueer e gay. “[Ma è] perché mi sono impegnato molto per non mettermi in situazioni in cui potrei essere vulnerabile agli attacchi. Questo tipo di sforzo mentale mi tiene al sicuro online, ma ha un prezzo”.

La nostra speranza è che un giorno tutto ciò perda di importanza e che tutte le persone, indipendentemente dal loro orientamento sessuale o identità di genere, si possano sentire libere di esprimersi online in qualsiasi modo ritengano opportuno, senza paura.

Il cyberbullismo è un’esperienza quasi universale

Secondo il nostro studio, il 73% delle persone LGBTQ+ ha riferito di essere stato attaccato personalmente o molestato online. Questi incidenti spesso ruotano attorno ai tentativi di alterare o criticare l’identità sessuale o di genere di una persona.

Shauna, una lesbica intervistata, ricorda, “alcune donne hanno commentato un post che ho fatto sui social media scrivendo che il mio essere gay era una fase e che se avessi trovato Gesù, mi sarei convertita proprio come loro”.

“Prima che Facebook filtrasse i messaggi di persone con le quali non sei amico, ricevevo spesso messaggi con insulti o altri tipi di abusi verbali”, aggiunge Dylan, un intervistato non binario.

E l’abuso non è sempre solo verbale. A volte, può persino arrivare alla violenza fisica. Secondo Zsófia, una lesbica di genere/non binaria che vive in Ungheria, “Nel 2012, il mio intero profilo Facebook è stato pubblicato (insieme a molti altri [membri della] comunità LGBTQ+ ungherese) sul sito di un gruppo di estrema destra. L’elenco era chiamato “lista dei fascicoli” (“köcsög lista” in ungherese)”.

Oltre a questi assalti da parte di fanatici e estremisti religiosi e politici, abbiamo scoperto che la maggior parte delle molestie subite online dagli intervistati era di natura sessuale.

“Mi inviavano foto di organi sessuali maschili quando cercavo un compagno di stanza o quando postavo il mio numero di telefono dopo la scomparsa del mio gatto. Mi è stato anche detto da alcuni ragazzi che [la] bisessualità è una fase e che ho bisogno di un buon uccello per curarmi”, spiega Jamie, che è bisessuale non-binario.

Il sentimento di Jamie è stato echeggiato durante l’indagine, da decine di persone che hanno riferito di aver ricevuto foto pornografiche non richieste o messaggi volgari e sessualmente espliciti.

“Ho postato una foto dicendo che avrei potuto semplicemente tenere la bocca chiusa, e più persone hanno offerto di riempirla con il loro uccello”, racconta Tamika, una lesbica di genere gay.

“Ho avuto minacce di morte per me stessa e la mia famiglia”, rivela Nova, una donna transessuale asessuata. “Bullismo da dentro e da fuori la comunità. [Mi] sono spaventata così tanto che ho lasciato i social media”.

Le persone asessuali hanno descritto di sentirsi minacciate dalle loro controparti non asessuate che rifiutano di accettare l’asessualità come orientamento valido. Alcuni di questi uomini, donne, persone non binarie o di genere sessuale accuserebbero gli asessuati di avere un interesse sessuale latente o “non ancora sviluppato”.

“La gente pensa di poter curare la mia asessualità mandandomi le loro foto di nudo semplicemente ripetendomi che tutti hanno un desiderio sessuale e che quindi devo solo aspettare che il mio si faccia sentire”, dice Elijah, che è genderqueer e asessuale.

Nonostante abbiano spesso dichiarato di aver ricevuto contenuti o commenti sessualmente inappropriati, molti intervistati minimizzano le loro molestie e hanno persino definito in qualche modo questi comportamenti come “le solite cose”.

Ma non bisogna accettare “le solite cose”. Ci sono modi per filtrare gli abusi.

Almost All LGBTQ+ People Face Online Harassment

Cyberbullismo sui social media

Oggi i social media sono la nostra principale forma di comunicazione su Internet e per le persone LGBTQ+, specialmente quelle che non sono sostenute dalle loro famiglie o dagli amici, i social media possono essere l’unico luogo in cui possono trovare una comunità amorevole e solidale.

Sfortunatamente, i social media sono anche pieni di bullismo. Gli studi hanno persino dimostrato che, a causa del fatto di non dover affrontare di persona la vittima incoraggi molti molestatori, il bullismo è molto più diffuso online che nella vita reale.

La ricerca ha anche dimostrato che il cyberbullismo provoca depressione e molte vittime si trasformano in meccanismi di coping malsani come droghe, alcol e autolesionismo.

Se da un lato non c’è modo per le persone di fermare i molestatori dall’esercitare il bullismo, dall’altro ci sono modi per proteggersi, rendendo meno gravi le ripercussioni del cyberbullismo.

A volte basta bloccare e segnalare utenti che praticano abusi, quindi non è necessario interagire con loro.

How to Block People on Social Media

Se i problemi persistono, c’è anche la possibilità di segnalare l’abuso alla piattaforma, anche se sfortunatamente gli amministratori dei siti non intraprendono sempre le azioni necessarie per bloccare i malintenzionati.

Altri modi per silenziare gli Haters

Se non è possibile bloccare qualcuno online, ci sono altri passi da seguire per limitare la tua esposizione a questo tipo di persone. Qualsiasi delle seguenti tattiche può aiutarti a tenere il controllo della situazione online:

  • Rimuovi manualmente i commenti sui tuoi post.
    La maggior parte dei siti consente di eliminare commenti specifici, in modo da poter rimuovere rapidamente le risposte offensive.
  • Segnala l’incidente alla piattaforma.
    Se non vuoi che sia palese che sei stato tu ad agire, è possibile segnalare in modo anonimo il problema, in modo che l’azienda possa intervenire.
  • Crea elenchi e gruppi privati.
    La maggior parte dei social network ha una funzione per rendere privati messaggi, post o gruppi. In questo modo, puoi scegliere di includere le persone di cui ti fidi e mantenere le conversazioni potenzialmente sensibili lontano dai molestatori.

Cyberbullismo sui forum online

I forum online sono un modo fantastico per interagire con la tua community, ma possono spesso essere un catalizzatore di argomenti e discussioni che possono diventare antipatici. Non è raro che le persone LGBTQ+ siano bersagliate ingiustamente nei forum pubblici, proprio per il modo in cui si identificano.

Le persone LGBTQ non dovrebbero mai essere costrette a mascherare la propria identità, ma sfortunatamente, il mondo può essere un luogo piuttosto brutto, e alcune persone potrebbero scegliere di mantenere certe informazioni private al fine di tenersi al sicuro.

Di seguito sono riportati tutti i dettagli che dovresti considerare di evitare quando parli con persone che non conosci.

  • Indirizzo e informazioni di contatto: Il cyberbullismo è una cosa, ma far sapere a un aggressore dove vivi o come contattarti può metterti in pericolo fisico. Non condividere mai questi dettagli con nessuno online, a meno che non li conosci personalmente e sia tramite una chat crittografata. Anche le informazioni generali, come la tua città, possono essere utilizzate per localizzarti, quindi non diffonderle è la scelta più sicura.
  • Nomi reali:
    Le persone possono collegare rapidamente i punti per capire chi siete tu e i tuoi amici, quindi alcuni scelgono di usare degli pseudonimi per sé stessi e le persone a cui si riferiscono nei loro post. Questa semplice abitudine è facile da adottare e ti offre una notevole privacy, consentendoti comunque di condividere le tue esperienze e opinioni.
  • Link ai social media:
    Se pubblichi commenti nei forum, considera di non collegare il tuo account di social media, o almeno di mantenere le tue impostazioni sui social media private. Anche se essere attaccato verbalmente su un thread è una cosa, il tuo account sui social media di solito ha molte più informazioni personali su di te che potrebbero aggravare le molestie a un livello diverso.

Le persone che si tengono nascoste rischiano di essere ricattate

Sebbene sempre più persone si sentano a loro agio a parlare apertamente di sé, ci sono ancora molte persone che sfortunatamente non si sentono abbastanza sicure per farlo. E ci sono criminali informatici nel mondo che sono pronti a trarne vantaggio e sono attivamente alla ricerca di vittime da ricattare e alle quali estorcere denaro. Pertanto, è importante sapere come mantenere certe informazioni private se lo si desidera.
La maggior parte delle piattaforme online ha iniziato a prendere sul serio la privacy e offre impostazioni per nascondere parte, o tutte, le informazioni del profilo di alcuni utenti.

Controllo della tua identità durante e dopo la transizione

Per molte persone transgender, il periodo di transizione può essere un momento estremamente vulnerabile. Per coloro che preferiscono mantenere privata la transizione o parte di essa, la possibilità di essere pubblicati è una delle maggiori minacce alla sicurezza online. In effetti, il 26% delle donne transgender e il 21% degli uomini transgender riferiscono di aver rivelato la loro identità sessuale contro la loro volontà.

Alcuni dei partecipanti al nostro sondaggio hanno condiviso storie su come i loro amici e compagni di classe hanno rivelato maliziosamente la loro identità di genere su piattaforme di social media o addirittura li abbiano ricattati.

Secondo Dante, un transessuale bisessuale/pansessuale, “La persona [che mi ricatta] ha detto che condividerà le mie informazioni personali (identità di genere e orientamento sessuale) se non faccio determinate cose.”

Per evitare di essere scoperti, cosa che potrebbe potenzialmente creare una dinamica familiare ostile, costare il proprio lavoro, o istigare una raffica di messaggi odiosi, molti scelgono di vivere in segreto.

Come Jolene, una donna lesbica transgender che dice: “Io vivo in maniera furtiva. Nascondo il mio orientamento sessuale e la mia identità di genere online.”

Poiché la maggior parte delle persone cambia sesso in età adulta, è probabile che abbia una presenza online che la presenta con il genere che è stato assegnato alla nascita. Di conseguenza, coloro che temono di essere ricattati o scoperti involontariamente spesso scelgono di rimuovere la loro precedente identità dal web.

Ad esempio, Bianca, una trans blogger, ha creato una comunità online in cui è stata in grado di aiutare altre persone nella stessa situazione. Tuttavia, alla fine la cosa l’ha portata a non riuscire a garantirsi un impiego e a nutrire il suo bambino. Secondo quanto ci dice, “poi è arrivata la realtà. La gente non ama i trans, non capiscono la causa o l’effetto”. Per questo motivo, ha preso la decisione di rimuovere le tracce della sua identità trans dalla sua presenza online.

Allo stesso modo, Yahel, che è un trans uomo, è entrato per la prima volta in un forum online per il quale ha lavorato, e ha immediatamente subito molestie: “hanno iniziato ad aprire conversazioni su di me, dicendo che sono una ragazza e che ho una malattia mentale; usavano il pronome “lei”.

Fortunatamente, dato che era un membro dello staff, poteva bloccare gli utenti offensivi.

Tuttavia, ha anche notato i limiti delle sue capacità, osservando, “quando ho lasciato la mia posizione come membro dello staff per concentrarmi sui miei voti a scuola, le molestie sono continuate, e non ho potuto fare nulla al riguardo. Quando l’ho riferito, nessuno ha fatto nulla”.

Se ti trovi in una situazione simile e hai paura delle conseguenze dell’esposizione del genere o della transizione che ti sono stati assegnati, hai la possibilità di modificare la tua identità online.

Come reinventare la tua identità online

  • Elimina i tuoi account di social media e creane di nuovi che riflettano il tuo vero sesso. Inizia a postare più foto, in questo modo potrai riempirli con dei bei ricordi!
  • Contatta i siti web che ti presentano con il tuo genere assegnato e chiedi loro di rimuovere o aggiornare le loro informazioni su di te, puoi scoprire tu stesso cosa succede nel web navigando su Google.

Se non vuoi seguire questi passaggi perché non vuoi perdere il tuo seguito online o l’elenco dei contatti, puoi semplicemente aggiornare il tuoi account attuale.

  • Se hai cambiato nome, aggiornalo su ogni account.
  • Elimina o annulla la vecchia foto dai tuoi account di social media.
  • Contatta siti web, amici e follower per eliminare o annullare la selezione di qualsiasi immagine che non puoi annullare tu direttamente.
  • Crea nuove foto, video e post che riflettano la tua vera identità.
  • È anche utile sapere che alcune piattaforme di social media, come Facebook, hanno la possibilità di scegliere un genere personalizzato.

Fortunatamente, con una maggiore visibilità dei trans, sempre più persone sono aperte e orgogliose della loro esperienza. Alex è una donna transessuale, che ha scoperto che è facile rivelarsi online. Secondo lei, “cambiare la mia identità online è stato molto semplice soprattutto perché mi sono circondata di persone che mi hanno aiutato. Quindi, quando ho cambiato tutto, tutti sapevano già della situazione”.

Anche se ha sperimentato un certo odio, in particolare sui siti di incontri, essendo aperta e trovando supporto tra i suoi amici, le è stato più facile filtrare il clamore. Inoltre, ha scelto di tenere pubblicate le foto che la presentavano con il genere che le era stato assegnato alla nascita, e ha anche affermato che la cosa sembrava aiutare i suoi genitori ad adattarsi all’idea della sua transizione.

La decisione su come essere online è profondamente personale e nessuno dovrebbe essere spinto a rivelare più o meno di quanto si sentano a proprio agio. Dovresti decidere tu cosa è meglio per te.

Gestire gli incontri quando sei diverso

Gli appuntamenti online sono una parte enorme delle relazioni moderne. App, siti web di incontri e social media offrono una piattaforma per persone di qualsiasi genere o orientamento per incontrarsi, connettersi o innamorarsi. E possono essere particolarmente utili per le minoranze sessuali che cercano di trovare partner in un mondo in gran parte cis-etero.

Molte delle persone che abbiamo intervistato e che stanno vivendo lunghe e felici relazioni hanno incontrato i loro partner sul web.

Ronnie ha trovato l’amore della sua vita online. “Una volta ho deciso di parlare con qualcuno che avevo giudicato fuori dalla mia portata. Dopo un paio di settimane mi ha chiesto un appuntamento […] ora 6 mesi dopo, sono così incredibilmente innamorato”.

Sfortunatamente, tuttavia, i siti di incontri online possono essere alveari per molestie sessuali.

Nel sondaggio condotto, oltre il 50% degli intervistati che si identifica come gay, lesbica, diverso, asessuale o bisessuale/pansessuale ha subito molestie sessuali online.

Studi simili hanno rivelato che le molestie sessuali colpiscono un terzo dei giovani LGBTQ, quattro volte in più rispetto ai giovani cis-etero.

Ecco perché è così importante proteggersi online. Avere incontri dovrebbe essere divertente. Perché continui ad esserlo, controlla i consigli che ti diamo qui sotto.

Consigli di sicurezza per appuntamenti online

Incontrare qualcuno che si è conosciuto per la prima volta online potrebbe essere potenzialmente rischioso. Anche se sembrano persone per bene, non c’è modo di garantire l’autenticità della loro identità e, anche se sono la persona che dicono di essere, non sai come potrebbero comportarsi in un incontro faccia a faccia.

Se questo non dovrebbe impedirti di incontrare nuove persone, è importante mantenere una strategia per rimanere al sicuro, nel caso in cui la situazione subisca una svolta indesiderata.

  • Non fissare appuntamenti a casa tua, non è necessario che gli estranei sappiano dove vivi, prima che tu abbia verificato che persone sono. Può sembrare scomodo, ma ti renderà molto meno vulnerabile.
  • Racconta ad un amico tutti i dettagli degli accordi, ad esempio chi incontri, dove ti stai incontrando e quando dovresti tornare.
  • Usa uno schema del tipo “chiedi di Angela“. In tutto il mondo esistono modalità che ti consentono di chiedere aiuto in modo discreto nei bar o nei ristoranti se non ti senti sicura durante un appuntamento. Informati in anticipo sulle modalità scelte dal tuo locale.
  • Usa app della polizia come SafeTrek (vedi sotto), che ti permettono di avvisare la polizia sulla tua posizione e metterli al corrente del pericolo, senza dover effettuare una chiamata. Premendo un solo pulsante, puoi inviare un segnale alle autorità senza che il tuo compagno se ne accorga.
  • Fai delle indagini prima dell’incontro. La maggior parte delle persone è presente sui social media, in questo modo puoi convalidare la loro identità. Se non sono presenti, è meglio andare cauti durante l’appuntamento, oppure decidere di rinunciare del tutto all’incontro.

Le app per gli appuntamenti sicuri

Se sempre più persone fanno affidamento sui loro smartphone, le app di appuntamenti hanno ampiamente sostituito i tradizionali siti di incontri. Alcune di queste attraggono utenti che cercano semplicemente incontri occasionali (e se questo è quello che vuoi, fantastico!), Mentre altre sono più orientati verso coloro che cercano relazioni a lungo termine.

In entrambi i casi, gli utenti sono esposti agli stessi pericoli, tra cui molestie sessuali o aggressioni.

Fortunatamente, ci sono una miriade di app progettate per rendere la tua esperienza di appuntamenti più sicura. Tra queste ci sono piattaforme di incontri online con misure di sicurezza integrate, oltre a programmi intuitivi in grado di tracciare la tua sicurezza mentre sei in giro.

  • Taimi: conosciuta come l’app di incontri più grande e sicura per uomini in cerca di uomini, Taimi consente agli utenti di “fare amicizia, trovare il ragazzo perfetto o formare relazioni importanti”. Taimi utilizza funzionalità di accesso sicure, come impronte digitali e autenticazione a due fattori, e dispone di un bot AI per verificare gli account e rilevare utenti fraudolenti.
  • LGBTQutie: questa semplice app è improntata a farti coltivare relazioni e amicizie significative, piuttosto che incontri impersonali. È mirata all’inclusività, supportando utenti asessuati, non binari, pansessuali e intersessuali, insieme ad altri membri LGBTQ.
  • Scissr: servizio specifico per le lesbiche, Scissr garantisce di essere uno spazio sicuro per le donne. Dà la priorità alla ricerca di profili falsi eliminandoli e cancellandoli prima che possano causare problemi. Oltre al suo servizio di appuntamenti, offre agli utenti una community in cui condividere e discutere argomenti diversi con persone che condividono le stesse idee.
  • Chappy: Chappy mira a cambiare le caratteristiche delle app per incontri gay. Richiede a ciascun utente di verificare la propria identità tramite Facebook e cancella automaticamente tutte le immagini che non includono un volto. Richie inoltre agli utenti di selezionarsi l’un l’altro prima di poter accedere a qualsiasi messaggio, il che riduce significativamente la possibilità di molestie. Inoltre, ti avviserà se qualcuno tenta di effettuare uno screenshot del tuo profilo o delle tue foto.

Sexting sicuro

Con l’avvento delle app di appuntamenti, il sexting è diventato un fenomeno comune. Di conseguenza, molti hanno immagini di nudo memorizzate sui loro telefoni.

Sia che tu scatti queste foto per te o per gli altri, non puoi ignorare la possibilità che se queste cadono nelle mani sbagliate, il risultato potrebbe essere imbarazzante, o in alcuni casi, avere effetti devastanti sulla tua vita personale o professionale.

Ma scambiare foto sfacciate può essere una parte divertente e appagante della tua vita romantica, e vogliamo che tu ti diverta. Assicurati però di prendere le necessarie precauzioni.

App per memorizzare segretamente le tue foto

Esistono alcune app che si possono utilizzare per aumentare la sicurezza e memorizzare le foto intime in una parte bloccata del telefono. Quelle che seguono offrono questa funzionalità:

  • KeepSafe: KeepSafe fornisce un modo semplice per proteggere le tue immagini. Trasferisci le tue foto intime nell’app e le bloccherà con una password.
  • Gallery Lock Lite: questa app è un caveau foto bloccato. Dispone anche di una modalità invisibile, che nasconde l’icona dell’app nel suo insieme, è quindi possibile accedervi solo attraverso una sequenza specifica di comandi chiave.
  • Best Secret Folder: questa app per la privacy ti consente di nascondere l’app (e le tue foto) interamente, essa appare sul tuo telefono come una “cartella delle utilità”, che fa deviare qualsiasi sospetto su ciò che contiene.
  • KYMS: KYMS fornisce le caratteristiche standard degli album bloccati, ma fa un ulteriore passo avanti, comparendo come una calcolatrice sul menu del tuo telefono. Finché nessuno prende il tuo telefono per fare un po’ di matematica, le tue foto segrete rimarranno nascoste.
  • Vaulty: oltre a fornire protezione per le tue foto, Vaulty offre anche numerose funzionalità di modifica. Inoltre, se perdi il telefono, è possibile ripristinare le immagini da un altro dispositivo.

 

Fai autodistruggere le tue foto

Spesso non esiste alcun reale bisogno di memorizzare le tue foto di nudo sul tuo telefono. Una volta che le hai inviate al destinatario desiderato, potrebbero non servirti più. Esistono molte app che consentono di scattare e inviare immagini, ma le elimineranno automaticamente da entrambi i telefoni dopo un determinato periodo di tempo. Queste piattaforme consentono il sexting furtivo e nascosto:

  • Snapchat
  • StealthChat
  • Wickr
  • Kaboom
  • BurnChat

Tuttavia, tieni presente che esistono modi per aggirare questo problema: ciò significa che il destinatario delle tue foto potrebbe farne uno screenshot o salvarle in un altro modo. Quindi non fare mai sexting con qualcuno di cui non ti fidi.

Come non essere hackerati

Sfortunatamente, non è solo un furto fisico che potrebbe esporre le tue foto e informazioni private. Gli hacker stanno diventando incredibilmente sofisticati e possono trovare le tue informazioni intime senza che tu nemmeno lo sappia.

Il modo migliore per proteggersi dagli hacker è implementare diversi livelli di protezione online.

  • Installa un software antivirus che ti avviserà se scarichi accidentalmente spyware sul tuo telefono. Lo spyware intercetta i file, le password e le attività online e li trasferisce all’hacker.
  • Scarica solo app da utenti fidati. Alcune app non ufficiali sono trojan per malware. Se un programma infetto entra nel tuo telefono, può facilmente concedere a terzi l’accesso ai tuoi messaggi e alle tue foto.
  • Aggiorna regolarmente le tue app, poiché solitamente gli aggiornamenti includono patch e correzioni per i difetti di sicurezza.
  • Utilizza l’autenticazione a due fattori (2FA) su tutti i tuoi account per rendere più difficile per i criminali informatici accedere ai tuoi file tramite attacchi forzati. Questa impostazione richiede un codice aggiuntivo da una piattaforma di terze parti, come SMS o e-mail, quindi (a meno che qualcuno non sia riuscito a violare alcuni dei tuoi account) non sarà in grado di ottenere l’accesso.
  • Utilizza sempre una VPN quando si utilizzi reti WiFi pubbliche non protette. Gli hotspot aperti non crittografano i dati, quindi gli altri utenti possono vedere e accedere ai tuoi file. Esistono anche dei punti di connessione non autorizzati per raccogliere intenzionalmente i tuoi dati. L’utilizzo di una VPN crittograferà il tuo traffico e aggirerà completamente questo problema. Se non sei sicuro di quale usare, ecco alcune delle nostre preferite.

Evita gli approcci indesiderati

Gli approcci sessuali indesiderati, dalle foto illecite alle richieste sessuali, possono capitare a chiunque. Tuttavia, le persone LGBTQ+ spesso affrontano pericoli specifici.

Ad esempio, se sei transessuale, non è raro essere bombardati da domande intime sui tuoi genitali e le tue esperienze sessuali, o essere sollecitato per un rapporto sessuale a pagamento.

Secondo il nostro sondaggio, confrontando le esperienze di persone con diverse identità di genere, le donne transgender si sono sentono meno sicure online e gli uomini cisgender si sentono più sicuri. È stato anche rivelato che le persone transgender sono spesso feticizzate a causa del loro genere. Molti hanno sperimentato la richiesta di esporsi alle persone come loro con la scusa di saperne di più sulla loro transizione.

Dean, un transgender ricorda: “un compagno di scuola del liceo mi ha chiesto di vedermi nudo per poter capire i trans… anche dopo che gli ho detto di fare ricerche per conto suo. Poi ha iniziato a farmi avance sessuali.”

Allo stesso modo, le coppie lesbiche potrebbero ricevere inviti indesiderati da uomini eterosessuali che feticizzano le loro relazioni, e le donne bisessuali sono spesso percepite come ipersessuali e dunque aperte a qualsiasi tipo di incontro.

“Di solito il tutto si esplicita con un ignorante e squallido commento del tipo vuoi far parte di un triangolo?”, ci ha detto Priya, che è bisessuale.

Hannah, anche lei bisessuale, notò l’esistenza dei così detti “cacciatori di unicorno” su piattaforme come Tinder. Li ha definiti “persone che cercano ragazze con cui fare sesso a tre” e ha fornito un esempio della propria esperienza:

“Quello che mi è rimasto in testa di più è stata questa email che ho ricevuto da un profilo comune. Stavano cercando una ragazza con cui formare un triangolo, e apparentemente io rispondevo a tutte le caratteristiche che cercavano. L’email in realtà era piuttosto educata, limitandosi a chiedere se fossi interessata all’incontro.”

Tuttavia, Hannah era piuttosto consapevole della mancanza di conversazioni di cortesia prima dell’offerta e questo rendeva l’invito leggermente disumanizzato.

È importante notare che non tutte le interazioni scomode aumentano fino a diventare vere e proprie molestie. Soprattutto sui siti di incontri, dove molti cercano di agganciare, quello che per una persona potrebbe sembrare il superamento di un limite per un’altra potrebbe essere una proposta ben accolta. Se l’interazione si trova in quell’area grigia, dovrai chiamare per sapere come affrontarla.

Ricorda anche che non è il tuo lavoro educare le persone, se non lo vuoi. Se è vero che alcuni agiscono per ignoranza più che per malizia, dar loro aiuto richiede un tipo di lavoro emozionale che non sei tenuto a dare a nessuno.

Tenendo ben presente questa regola, ecco alcuni passi che puoi fare nelle varie situazioni in cui ti senti a disagio:

  • Se scegli di impegnarti, informa la persona problematica che ti sta offendendo e spiega il perché. Chissà, potrebbe rendersi conto del suo errore nei modi e scusarsi per aver oltrepassato il limite.
  • Se chi ti contatta sono persone completamente sgarbate e inaccettabile, ma vuoi comunque rispondere in qualche modo, puoi dire loro che se continuano a comportarsi in quel modo le segnalerai alla piattaforma. A volte una semplice minaccia è sufficiente a far retrocedere i troll online.
  • Se non sei interessato a una discussione, basta bloccare il loro account e segnalarlo alla piattaforma attraverso la quale stai comunicando.
  • Se le molestie persistono o si intensificano, e temi per la tua sicurezza, fai segnalazione alla polizia. Anche se spesso le autorità non rispondono adeguatamente alle molestie online, può valerne la pena, e riportare un incidente ti permetterà almeno di avviare un percorso cartaceo ufficiale che può diventare utile lungo la strada.

Nonostante la crescente visibilità e accettazione, alcune persone LGBTQ subiscono ancora discriminazioni sul posto di lavoro.

Negli Stati Uniti, in 28 stati, è ancora legale licenziare qualcuno in base all’orientamento sessuale, e il licenziamento a causa dell’identità di genere è ancora consentito in 30 stati.

“Sono preoccupato che rivelare la mia identità sessuale possa danneggiare la mia futura carriera”, ha esclamato Courtney, una donna bisessuale.

Queste cifre sono davvero scioccanti, ma evidenziano perché è così importante conoscere i tuoi diritti.

Collegamento con colleghi sui social media

In nessun modo qualcuno dovrebbe mai sentirsi costretto a nascondersi. Detto questo, coloro che temono molestie o discriminazioni dovrebbero sapere come tenere separata la loro vita personale e quella professionale, se lo desiderano.

Ma cosa succede se un collega ti segue su Facebook o su Instagram? Lo blocchi o ignori la richiesta, avviando potenzialmente un’antipatica dinamica nell’ambiente di lavoro o anche un confronto?

Se ti senti costretto a dare l’amicizia a qualcuno con cui non ti senti a tuo agio, ci sono modi per filtrare ciò che quella persona può vedere. La maggior parte delle piattaforme ti consentono di personalizzare chi può vedere ogni post, in modo da poter variare le informazioni che condividi con determinate persone. Ecco come farlo su popolari siti di social network:

How to Change Your Privacy Settings on Social Media

Combattere molestie e i pregiudizi sul lavoro

  • Documenta ogni interazione rilevante e raccogli le prove da portare all’ufficio risorse umane o al tuo avvocato.
  • Usa il tuo telefono per registrare conversazioni potenzialmente problematiche, in modo da avere un prova di prima mano su quanto è successo.
  • Se esiste qualche prova nella corrispondenza dell’email aziendale, assicurati di copiare e incollare o eseguire lo screenshot del contenuto altrove, poiché il tuo datore di lavoro può eliminare o modificare i messaggi che esistono all’interno del sistema interno dell’azienda. Questo vale per Slack o altri gruppi di chat online.
  • Trova qualcuno di cui ti fidi per aiutarti a raccogliere la documentazione. Avere un testimone aumenterà la credibilità delle tue affermazioni.
    Se l’ufficio personale non prende sul serio le tue accuse, trova una terza parte che puoi contattare per spingere ulteriormente il caso.
  • Conosci i tuoi diritti Essere in grado di fare riferimento a specifiche normative e linee guida in materia di discriminazione ti aiuterà a combattere con fiducia.

Consigli per i genitori di ragazzi LGBTQ+

Se sei il genitore di un ragazzo LGBTQ+, è essenziale che di dedichi alla sicurezza online.

I giovani “diversi” sono particolarmente vulnerabili agli abusi e alla depressione, soprattutto perché hanno meno capacità degli adulti di organizzare la propria vita intorno alla ricerca di una comunità solidale.

È importante rimanere coinvolti nella vita di tuo figlio ed essere consapevole della sua salute mentale. Mantenendo un dialogo aperto e monitorando la loro attività online, puoi contribuire a proteggerlo.

Allo stesso modo, se scopri che tuo figlio è gay, ma non ti ha rivelato queste informazioni, è importante non affrontare l’argomento. Mantieni invece un dialogo aperto e includi dichiarazioni sulla comunità LGBTQ che aiuteranno il ragazzo a sentirsi al sicuro.

Parla con i tuoi figli, ma soprattutto ASCOLTA. Chiedi di quale aiuto hanno bisogno e quali tattiche usano per proteggersi online. Esistono molte risorse per supportare i giovani LGBTQ e i loro genitori, quindi sentiti libero di contattare altre persone nella tua stessa situazione.

Di seguito è riportato un elenco di organizzazioni che offrono moltissime risorse ai giovani LGBTQ e ai loro famigliari.

Organizzazioni di supporto per i giovani LGBTQ+ e le loro famiglie

  • It Gets Better: creato dalla coppia di sposi Dan Savage e Terry Miller, It Gets Better è iniziato come una campagna di social media per dare speranza alle giovani LGBTQ+ che affrontano prepotenze e pregiudizi. Oggi è una rete media internazionale con numerosi partner.
  • GLAAD: GLAAD è stato fondato in risposta alla copertura diffamatoria dell’epidemia di AIDS degli anni ’80. Oggi svolge un ruolo importante nell’affrontare le problematiche dei media e incoraggiare conversazioni essenziali sui problemi LGBTQ+.
  • Born This Way: questa fondazione è stata creata da Lady GaGa e sua madre, in seguito al successo della canzone omonima. L’organizzazione mira a sostenere e responsabilizzare i giovani attraverso la ricerca collegandolo alle risorse per la salute mentale.
  • FFLAG: Standing for Families and Friends of Lesbians and Gays, l’obiettivo principale di questa organizzazione non profit è supportare e condividere le informazioni con gli amici e la famiglia delle persone LGBTQ+. Oltre a fornire risorse, mettono in contatto i loro membri anche con gruppi e contatti locali.

 

Blog e forum utili

Puoi anche trovare un numero infinito di blog e forum utilizzati per discutere problemi e condividere esperienze personali. I blog popolari per i giovani LGBTQ + e i loro genitori includono:

  • Mumsnet – LGBT Parents Forum
  • Gay Christian Network Forum
  • Transparenthood.net
  • Parentingjeremy.com
  • Raisingmyrainbow.com

Relazioni espansive tra i giovani LQBTQ+

Gli studi dimostrano che i giovani LGBTQ+ sono presentati con fattori di rischio più rilevanti rispetto a qualsiasi altro gruppo di giovani.

Spesso questo accade quando i bambini o i giovani provengono da famiglie omofobiche/transfobiche che non danno loro il sostegno di cui hanno bisogno e che meritano. I giovani che sono costretti a restare nascosti a causa del timore di reazioni contrarie dei loro genitori, sono particolarmente a rischio di estorsione sessuale.

“Quando ero più giovane, e internet più spietato, avevo un uomo che minacciava di venire a casa mia a dirlo ai miei genitori a meno che non gli avessi mandato delle foto”, racconta Giselle, una donna transessuale asessuata. “Non avevo un posto dove andare e ho pensato che un estraneo avrebbe detto tutto ai miei genitori”.

Nei casi estremi (anche se purtroppo non rari), i giovani senza sostegno familiare finiscono senza casa e spesso sono costretti a rivolgersi al lavoro sessuale come loro unico mezzo di sopravvivenza. Secondo Gil Fishhof, il direttore dell’organizzazione per i diritti umani della gioventù: “questi bambini si impegnano nel sesso come mezzo per acquisire le necessità di base che diamo per scontate come cibo, vestiti e riparo”.

E anche coloro che non si dedicano al lavoro sessuale possono essere vulnerabili allo sfruttamento da parte di adulti che cercano di stabilire una relazione falsamente paternalistica con qualcuno che è giovane e facilmente manipolabile. Spiegando alcune delle potenziali ragioni per cui i giovani che si identificano come LGBTQ+ potrebbero cadere in relazioni sgradevoli, Fishhof afferma: “I giovani hanno meno probabilità di dire di no in queste situazioni perché sentono di dover convalidare le loro identità sessuali. Ciò un terreno fertile per l’abuso sessuale”.

In queste situazioni, la responsabilità ricade sui genitori e sulle persone che badano a loro, che devono tenere d’occhio i giovani che stanno loro a cuore. È particolarmente importante mantenere un dialogo aperto sull’uso di Internet e garantire che i minori stiano lontano dalle comunità di incontri per adulti.

Le seguenti sono tutte le app 18+ sulle quali i minori non dovrebbero essere attivi:

  • Tindr
  • Grindr
  • Zoosk
  • HER
  • Hotornot
  • Badoo
  • Skout

Se tuo figlio o un giovane a cui tieni utilizza una di queste app, parla con loro e assicurati che capisca i rischi di entrare in confidenza con gli adulti.

Detto questo, se il dialogo aperto e onesto è sempre l’opzione migliore per insegnare a tuo figlio l’attenzione alla sicurezza, se lo ritieni necessario e hai la possibilità di farlo, puoi anche bloccare completamente il loro utilizzo di queste app.

Un modo per farlo è utilizzando il software di controllo parentale.

Questi strumenti ti permettono di bloccare app, oltre a tenere traccia delle attività e dei messaggi. Possono essere invadenti o discreti come vuoi che siano, così puoi trovare l’equilibrio tra il rispetto della privacy del tuo bambino e la sua sicurezza.

I seguenti sono tutti programmi di controllo parentale di livello elevato:

  • Norton Family Premier: disponibile da solo o come estensione di Norton Security Suite, questa app di controllo consente di impostare le “regole della casa” per ciascun dispositivo. Questi possono determinare limiti di tempo, restrizioni delle app e meno di 18 filtri.
  • FamilyTime: FamilyTime è disponibile sulla maggior parte dei sistemi operativi e consente di monitorare e gestire l’utilizzo web di tuo figlio, dandoti accesso ai registri telefonici e alla posizione, consentendo di bloccare app e implementare il geofencing.
  • Qustodio: questa opzione ti consente di impostare limiti di tempo individuali per ogni app o di bloccarli completamente. È anche semplice monitorare i testi e le chiamate di tuo figlio attraverso il pannello di amministrazione.
  • Net Nanny: Net Nanny è un software pluripremiato che offre analisi in tempo reale, monitora l’attività e impedisce agli utenti di accedere a contenuti inappropriati per età.
  • Pumpic: mirato specificamente ai cellulari, Pumpic ti dà l’accesso remoto al dispositivo di tuo figlio e la possibilità di bloccare o moderare il contenuto che vede. Fornisce registri delle loro attività, calendario, contatti e messaggi.

Ci auguriamo che tutto questo sia stato d’aiuto

In un mondo perfetto, le persone LGBTQ+ non dovrebbero affrontare grandi rischi online e dovrebbero essere libere di esprimersi come desiderano. Purtroppo, le norme sociali non stanno cambiando abbastanza velocemente, e abbiamo ancora una lunga strada da percorrere prima che la realtà si realizzi. Sfortunatamente, questo significa che le persone LGBTQ+ devono prestare particolare attenzione, soprattutto online.

Ci auguriamo che la nostra guida ti aiuti a prendere il controllo delle interazioni online e ti faccia sentire più sicuro, offrendoti allo stesso tempo il pieno godimento degli aspetti digitali della tua vita personale, intima e professionale.

 

*Tutti i nomi sono stati modificati per proteggere la privacy delle persone.

**Ai fini del nostro sondaggio, le categorie bisessuali e pansessuali sono state combinate.

***Ai fini del nostro sondaggio, le categorie genderqueer e non-binario sono state combinate.

Appendice

Molestie online

Agli intervistati è stato chiesto: “Sei mai stato personalmente attaccato o molestato online?”

 Answer Result
No 27%
Yes 73%

 

Molestie sessuali online

Agli intervistati è stato chiesto: “Hai mai ricevuto testi/messaggi/foto/approcci sessuali non desiderati online?”

Orientamento sessuale Risultato
Asessuale
No 57%
Si 43%
Bisessuale/Pansessuale
No 50%
Si 50%
Gay
No 49%
Si 51%
Lesbica
No 51%
Si 49%
Omosessuale
No 41%
Si 59%

 

Sicurezza per orientamento sessuale

Agli intervistati è stato chiesto: “In generale, quanto ti senti sicuro online? Rispondi su una scala da 1 a 5, 5 è “molto sicuro” e 1 “non è affatto sicuro””.

 

Orientamento sessuale Numero di intervistati Risposta media
Asessuale 37 3.49
Lesbica 138 3.50
Omosessuale 58 3.52
Bisessuale/Pansessuale 248 3.56
Gay 112 3.63
Etero 4 3.75
Totale 597 3.552763819

 

Sicurezza per l’identità del genere

Agli intervistati è stato chiesto: “Quanto ti senti sicuro online? Rispondi su una scala da 1 a 5, 5 è “molto sicuro” e 1 “non è affatto sicuro””.

Identità del genere Numero di intervistati Risposta media
Donna transgender 23 3.217391304
Uomo transgender 43 3.441860465
Genderqueer/Non binario 116 3.50862069
Donna cisgender 276 3.565217391
Uomo cisgender 138 3.65942029
Totale 596 3.553691275

 

Fare outing dell’identità di genere

Agli intervistati è stato chiesto: “Sei mai stato in costretto a fare outing online contro la tua volontà?”

Orientamento sessuale Risultato
Uomo cisgender
No 89%
Yes 11%
Donna cisgender
No 88%
Yes 12%
Genderqueer/Non binario
No 84%
Yes 16%
Uomo transgender
No 79%
Yes 21%
Donna transgender
No 74%
Yes 26%

 

 

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